POLIZIA A CAVALLO

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Polizia a cavallo

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Uniformi, armamento e buffetterie della Polizia italiana a cavallo, in una panoramica completa e accurata che copre più di un secolo e mezzo di storia.

In una prima sezione si racconta la storia e l’evoluzione della Polizia italiana, fin dalle sue origini ottocentesche, quando prende vita e si sviluppa il Corpo a Cavallo.

Nella seconda, dedicata specificatamente alle uniformi, ne viene offerto un quadro approfondito, ordinato cronologicamente e distinto a seconda del diverso ordinamento della Polizia, seguendone i mutamenti di denominazione e organizzazione.

I capitoli successivi approfondiscono il tema delle onorificenze e dei distintivi, con uno spazio riservato agli eroi e ai caduti che hanno dato onore e lustro al Corpo a Cavallo.

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COD: 9788890234781 Categoria:

Descrizione

Poco si conosce ancora della storia della Polizia italiana; ancor meno della Polizia a cavallo, che ha una storia e una tradizione altrettanto antica. E’ con grande piacere perciò che l’Ufficio Storico presenta POLIZIA A CAVALLO, una delle prime opere della collana dei libri storici della Polizia di Stato e in assoluto la prima storia completa delle uniformi del Corpo a cavallo.
Nel 1852, l’adozione di un’uniforme per le prime guardie di “Sicurezza pubblica” rappresenta il crisma di un’autorità conferita dallo Stato agli uomini del Corpo, ed è simbolo del loro particolare status giuridico. Uno strumento necessario per il personale del nuovo organismo, il cui compito era di garantire il rispetto delle leggi e la sicurezza dei cittadini: un mandato di alta responsabilità. L’uniforme così intesa è ancora oggi l’elemento più tangibile dell’identità stessa del Corpo, della sua storia e delle sue tradizioni; gli uomini che la indossano con orgoglio e rispetto ne sono i depositari.
L’adozione dell’uniforme attuale, che ha i colori di quella storica, avviene nel 1956. Tale scelta rappresenta per la Polizia un forte richiamo alle proprie origini risorgimentali, a quelle del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza dell’Ottocento.
L’esigenza si era già manifestata nel 1952, in occasione delle celebrazioni per il primo Centenario del Corpo. Fu allora che il Prof. Alberto Ghisalberti pubblicò un pregevole studio storico che ribadiva il concetto delle origini risorgimentali dell’Istituzione.
Il volume descrive le uniformi, l’armamento e le buffetterie della Polizia a cavallo con dovizia di particolari e con i cambiamenti intervenuti nel tempo, in seguito alle evoluzioni organizzative della Polizia italiana, in oltre un secolo e mezzo di storia. Da un punto di vista puramente tecnico, i cambiamenti dell’uniforme sono determinati, in massima parte, dal processo evolutivo degli ordinamenti, quando la realtà delle situazioni impone un adeguamento alle esigenze dei tempi. Al di là quindi di qualsiasi esercitazione di vanità estetica. Le problematiche legate alle dotazioni di vestiario ed equipaggiamento di un Corpo rappresentano un tema complesso, per le molteplici implicazioni connesse, che rendono la materia in continua e costante evoluzione. Di conseguenza risulta molto difficile assimilare l’analisi del fenomeno entro schemi rigidi.
L’esperienza ci insegna che uno stesso effetto di vestiario può esistere in più versioni, prodotte a causa di una semplice variazione del modello originale, della diversa qualità dei tessuti o di un’errata gradazione di colore. O, più semplicemente, perché quello in esame fa parte di una serie di uniformi sperimentali.
Ciascuna delle tappe che hanno segnato il percorso storico della Polizia ha lasciato tracce del suo passaggio nell’uniforme, a conferma di un periodo storico e a consolidamento della tradizione. Così è avvenuto con il fioraggio da bavero mod. 1865, ripreso successivamente – con la sola eccezione della Regia Guardia – fino al 1946. Nel 1925, il neo costituito Corpo Agenti trasse non pochi suggerimenti dal Regolamento (ed. 1920) della Regia Guardia: ad esempio, il cremisi quale colore distintivo del Corpo, oppure l’uniforme grigio ferro, la grande uniforme, il caschetto, il fregio dell’aquila. Proprio tale fregio, caratterizzato dai simboli monarchici (scudo di Savoia sul petto, nodo Sabaudo tra gli artigli e corona del Regno d’Italia sul capo), rimarrà tale anche dopo il 2 giugno 1946, quando gli emblemi monarchici saranno rimpiazzati da quelli repubblicani (corona turrita, scudo sul petto con lettere R. I. – Repubblica Italiana – e serto d’alloro tra gli artigli). Fattispecie che ha permesso, ancora oggi, di conservare l’aquila quale tradizionale stemma della Polizia di Stato.
L’opera ha la particolarità di soddisfare le aspettative dello studioso delle uniformi e quelle del semplice appassionato, che scorre le pagine del libro attratto dalle belle immagini a colori o incuriosito da una delle tante notizie storiche. Gran parte dei documenti e delle immagini presentate sono inedite, come del resto le eccezionali tavole uniformologiche realizzate a tempera da Giorgio Cantelli. E’ un libro che si legge tutto d’un fiato perché le figure dei protagonisti di questa storia sono lì davanti a noi, quasi in ogni pagina. Le loro uniformi, così come l’espressione del viso ci trasmettono messaggi antichi che sanno di onore, di disciplina e di professionalità: elementi che, tutti insieme, ci raccontano le vicende non scritte di un Corpo.
Colpisce il lettore la grande competenza degli autori nella trattazione della materia, fatto che consente loro di sintetizzare – in poche note ed in tratti pittorici essenziali – i caratteri fondamentali della Polizia a cavallo.
Le pubblicazioni di carattere uniformologico come questa sono molto rare e fuori dal comune. Quelle esistenti sono state generalmente curate dai vari Corpi dello Stato per dare diffusione ai regolamenti sull’uniforme. Altre opere, invece, si limitano ad una semplice raccolta di figurini che, proprio per il loro carattere enciclopedico e temporale esteso, trattano la materia con un’estrema sintesi visiva e testuale.
Il saggio offre una descrizione delle uniformi realizzata con alto rigore scientifico che, comunque, mantiene il pregio della piacevolezza della lettura, mentre l’occhio spazia con soddisfazione sui mille particolari delle superbe tavole che hanno, in ogni caso, la bellezza di una tempera artistica.
POLIZIA A CAVALLO di Cantelli e Menna assume un valore unico sia per la completa trattazione dell’argomento, dalle origini fino ai giorni nostri, sia per la straordinaria qualità delle immagini e dei testi, frutto di una laboriosa ricerca condotta dagli autori sulle fonti originali.

Il Capo dell’Ufficio Storico della Polizia di Stato
Antonio Laurito

Informazioni aggiuntive

Peso 2 kg
Dimensioni 24.5 x 31 x 2.6 cm
Copertina

Cartonata

Pagine

240 a colori

Data di pubblicazione

2011

Autore

Giorgio Cantelli, Luigi Menna

ISBN

9788890234781